CRISI DI GOVERNO E FUTURO DEL SUPERBONUS

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Quale sarà il futuro del Superbonus dopo la Crisi di Governo e le dimissioni del presidente Draghi?

Lo scioglimento delle Camere è avvenuto in un momento di stallo nel settore della Riqualificazione Energetica degli edifici: un coro unanime chiedeva le necessarie ed urgenti modifiche dei meccanismi della cessione del credito per poter continuare a realizzare i cantieri Superbonus.

Ricordiamo che l’incentivo è normato in tempistiche e percentuali di detrazione fino al 2025 dalla “Legge di bilancio 2022”. Se di fatto l’esistenza del Superbonus 110% poi 70%, poi 65% è sancita, diversa è la possibilità di cedere i crediti fiscali, inizialmente prorogati con il meccanismo delle molteplici cessioni e poi bloccati con il “DECRETO SOSTEGNI TER”, ribattezzato la “tomba” del Superbonus.

Per spiegarci in modo ancora più chiaro: il mese prossimo si tocca “quota 10”, che non corrisponde ad una nuova legge, ma al il numero di mesi per i quali professionisti e imprese attendono il rimborso di un incentivo “legalmente attivo” ma “legalmente non sfruttabile”.

Allo stato attuale il rimborso dei crediti fiscali anticipati da professionisti ed imprese che hanno lavorato nel 2021 non è possibile. Persone che si sono fidate dello Stato e hanno sostenuto le imposte dirette, hanno pagato l’IVA, hanno pagato i contributi sul lavoro, IN ANTICIPO rispetto alla monetizzazione dei crediti d’imposta che DOVEVANO per Legge conseguire, e che ad oggi non hanno possibilità di rivendere.

Un intero settore al collasso, che a seguito della Crisi di Governo, vede slittare il possibile sblocco dei crediti fiscali dopo le elezioni del 25 settembre prossimo.

Attualmente si parla di un nuovo provvedimento, dal nome Decreto “Aiuti-bis”, che dovrebbero modificare la normativa sulla cessione del credito…. l’importante è che non si tratti dell’ennesimo emendamento bimestrale inutile.

Perché ciò che blocca il meccanismo, ed è il problema vero da affrontare, è la “responsabilità solidale dei cessionari” che acquistano dagli intermediari finanziari. Se non si sterilizza questa responsabilità, le banche non venderanno a nessuno, se non a condizioni insostenibili.

Di conseguenza le imprese resteranno con i loro crediti e le nuove operazioni continueranno a essere ferme, con il rischio concreto di non completare neanche quelle in corso, con tutte le conseguenze prevedibili: cantieri fantasma, cittadini esasperati, imprese fallite e lavoratori disoccupati.

Un fermo che sta bloccando l’economia del Paese perché il Superbonus, com’è stato più volte dimostrato, è una misura che produce un indotto tale da generare PIL, valore sociale ed ambientale. 

L’ultimo documento che ne analizza i benefici, diffuso il 13 giugno un giorno prima della Crisi di Governo,  è lo studio di NOMISMA e ANCE EMILIA “PRIMO BILANCIO SOCIALE E AMBIENTALE DEL SUPERBONUS 110%”, che spiega come dei 38,7 miliardi di euro finora investiti dallo Stato è stato generato un valore economico di 124,8 miliardi di euro.

Fonte studio “PRIMO BILANCIO SOCIALE E AMBIENTALE DEL SUPERBONUS 110%” di Nomisma-Ance Emilia

Lo studio conferma quanto già evidenziato dal Centro Studi CNI, Luiss Business School e OpenEconomics e ultimo in ordine cronologico ANCE: il contributo dell’incentivo 110 all’intero sistema economico del Paese riesce a compensare la spesa sostenuta e genera un valore aggiunto. 

A questo si aggiungono altri benefici quantificati in:

  • riduzione di 979 mila tonnellate di CO2
  • risparmio annuo medio in bolletta di ben 500 euro, per ogni beneficiario.
  • 106 milioni di kW annui di energie rinnovabili, immessi in consumo, con una previsione di inserimento di ulteriori 37 milioni per i cantieri ancora in attivazione

Viene rappresentata una misura indispensabile per la stabilità economica, per la transizione ecologica, per la sicurezza degli immobili, per l’autonomia energetica, per la salubrità dell’aria, per la salute e il benessere dei cittadini. 

Questa Crisi di Governo apre ad un nuovo insediamento anticipato, che deve essere veramente NUOVO. Un esecutivo lungimirante che pone al centro di ogni strategia il tema ambientale, l’unico in grado di rispondere a tutte le attuali urgenze: clima e indipendenza energetica.

La transizione ecologica deve essere centrale nel programma di Governo e deve essere organizzata per avviare un piano di attività di 7 anni per operare quella trasformazione che permetterà la decarbonizzazione e il taglio delle bollette energetiche. Una trasformazione che necessariamente deve passare da investimenti per il rinnovamento di interi settori, ricordiamoci quanto è centrale quello residenziale del nostro Paese, quello più energivoro che rappresenta il 40% della bolletta energetica italiana.

Un pensiero su “CRISI DI GOVERNO E FUTURO DEL SUPERBONUS

  1. Tiziano dice:

    Molto interessante, la penso così anch’io .
    Non si può fare una legge e poi disattenderla con delle circolari che di fatto la rendono inutilizzabile.

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