STATO DELL’UNIONE DELL’ENERGIA: QUALI PROSPETTIVE PER L’UE E L’ITALIA?

Stato dell'Unione dell'Energia

E’ passato circa un anno dal primo rapporto emesso dalla Commissione Europea circa lo Stato dell’Unione dell’Energia ed è già giunto il momento di chiedersi a che punto sia l’economia rinnovabile in Europa, tanto che l’UE ha pubblicato il secondo rapporto Stato dell’Unione dell’Energia che mette in luce il superamento dell’obiettivo emissioni CO2 a -22% e delle rinnovabili al 16%.

Anche l’Italia ha raggiunto buoni risultati: il nostro paese è infatti tra i 22 stati membri che hanno diminuito la propria dipendenza energetica a fianco di un incremento della sicurezza energetica, grazie alle azioni portate avanti in tema di efficientamento energetico e all’aumento della quota di rinnovabili utilizzate che hanno reso l’Italia più indipendente nei confronti delle importazioni dall’estero.

Ampio spazio all’interno del rapporto Stato dell’Unione dell’Energia viene dato anche al tema della riqualificazione degli edifici che deve diventare una questione prioritaria per poter risparmiare energia e dare un ingente aiuto ai cittadini, motivo per il quale è fondamentale il miglioramento del finanziamento agli investimenti in efficienza energetica.

L’UE ha sottolineato come sia prioritario l’accesso alla finanza per poter agevolare gli interventi di riqualificazione sugli edifici esistenti tanto che nel corso del 2017 verrà implementata l’iniziativa “Finanza Intelligente per Edifici Intelligenti”, in collaborazione con la BEI (Banca Europea per gli Investimenti) e gli Stati Membri.

Uno tra gli obiettivi del progetto è lo sviluppo di piattaforme flessibili di finanziamento per accelerare la riqualificazione degli edifici e il superamento di tutti quegli ostacoli che rallentano le disposizioni di riqualificazione, a tal proposito la Commissione sta analizzando l’impatto delle norme per la contabilità pubblica sul mercato dei contratti di prestazione energetica, il cui trattamento verrà aggiornato entro la primavera di quest’anno.

Rete Irene non può che condividere quanto delineato in termini di riqualificazione energetica dal rapporto Stato dell’Unione dell’Energia pubblicato dalla Commissione Europea il 1° febbraio. Gli sforzi fatti in questi anni sono stati tanti e i primi risultati si sono visti, ma questo non basta. C’è ancora tanta informazione e formazione da fare, tanto immobilismo da eliminare e tanti processi da alleggerire e favorire” – ha dichiarato Manuel Castoldi di Rete IRENE.

Rete IRENE, gruppo di imprese con esperienza pluriennale in campo di riqualificazione energetica degli edifici, con la sua nascita ha sposato a tutto tondo questa causa impegnandosi quotidianamente nel diffondere una vera e propria cultura della riqualificazione mettendo a disposizione dei propri interlocutori il know-how acquisito in tanti anni di esperienza da parte delle aziende partner, dando vita ad un soggetto in grado di affrontare il tema della riqualificazione e dell’efficientamento energetico degli edifici in una prospettiva innovativa e integrata.

Le soluzioni rinnovabili applicate in edilizia hanno dimostrato di riuscire a migliorare il rendimento energetico degli edifici: nel 2011 le fonti rinnovabili hanno generato il 21,7% dell’energia elettrica dell’UE; tre anni dopo, questa cifra ha raggiunto il 27,5%, e si prevede che entro il 2030 arrivi al 50%. Questo grazie all’abbassamento dei prezzi dei moduli fotovoltaici che sono diminuiti dell’80% tra la fine del 2009 e la fine del 2015.

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