Dalla nuova classificazione energetica A–G alla valutazione delle emissioni: le principali novità per progettisti e certificatori del Nuovo APE.
La Direttiva europea EPBD IV (UE 2024/1275) introduce importanti cambiamenti nella valutazione delle prestazioni energetiche degli edifici. Tra le novità più significative figura l’evoluzione dell’Attestato di Prestazione Energetica (APE), destinato a diventare uno strumento sempre più completo per misurare l’efficienza energetica, l’impatto climatico e le potenzialità di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente.
Il nuovo APE previsto dalla EPBD IV supera la lettura prevalentemente basata sull’indice di energia primaria non rinnovabile (EPgl,nren), introducendo una valutazione integrata di diversi parametri energetici e ambientali.
Nuovo APE: cosa cambia rispetto alla certificazione attuale
Una delle principali trasformazioni riguarda la classificazione energetica degli edifici, che passerà dall’attuale scala italiana A4–G alla nuova scala europea A–G.
La classe A sarà associata agli edifici a emissioni zero (Zero-Emission Buildings – ZEB), mentre la classe G identificherà gli edifici con le prestazioni energetiche peggiori del patrimonio nazionale, secondo i criteri stabiliti dalla direttiva.
Il cambiamento coinvolgerà anche le informazioni contenute nell’attestato. Accanto all’energia primaria assumeranno maggiore rilevanza:
- Consumo annuo di energia finale.
- Produzione di energia da fonti rinnovabili.
- Emissioni operative di gas a effetto serra.
- Potenziale di riscaldamento globale (GWP) nel ciclo di vita, quando disponibile.
- Flessibilità energetica e predisposizione all’utilizzo di tecnologie intelligenti.
Questi indicatori permetteranno di descrivere con maggiore precisione il comportamento energetico dell’edificio e di individuare gli interventi più efficaci per ridurne consumi ed emissioni.
Quali conseguenze per la riqualificazione energetica?
La nuova impostazione avrà implicazioni concrete per progettisti, certificatori energetici e professionisti della filiera edilizia.
La possibilità di distinguere il fabbisogno energetico, l’efficienza degli impianti e il contributo delle fonti rinnovabili permetterà di orientare le scelte progettuali verso interventi integrati, capaci di migliorare le prestazioni complessive degli edifici esistenti.
Le modalità applicative e le soglie della nuova classificazione dovranno essere definite nell’ambito del recepimento nazionale della direttiva.
L’approfondimento tecnico su IRENE HUB
Nell’articolo “Il nuovo APE nell’era della EPBD IV”, pubblicato su IRENE HUB, l’Ing. Mirko Giuntini, consulente energetico ed esperto in edilizia sostenibile, analizza le differenze tra l’attuale certificazione energetica e il futuro modello europeo.
L’approfondimento esamina gli indicatori prestazionali, il rapporto tra energia primaria ed energia finale, le emissioni di CO₂, il GWP e le conseguenze operative per i professionisti.
Un contributo tecnico per comprendere l’evoluzione normativa e preparare gli strumenti di valutazione e progettazione necessari alla riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente.
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