Riqualificazione energetica degli edifici. Le associazioni chiedono un incontro urgente al MASE

Richieste al MASE

Al centro della richiesta la tutela delle famiglie vulnerabili e il rilancio degli investimenti attraverso
interventi integrati e incentivi stabili
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COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO

Sedici associazioni, organizzazioni ed enti della filiera dell’involucro edilizio e della riqualificazione
energetica hanno inviato al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica una richiesta
congiunta di audizione urgente.

L’obiettivo è aprire un confronto con i Ministeri competenti sulle recenti misure che, secondo i firmatari, limitano gli investimenti nell’isolamento termico e rischiano di indebolire l’efficacia delle politiche di riduzione dei consumi e di contrasto alla povertà energetica.

La lettera, indirizzata al Ministro Gilberto Pichetto Fratin, è stata trasmessa per conoscenza alla
Presidenza del Consiglio e ai Ministeri per gli Affari Europei, il PNRR e le Politiche di Coesione,
dell’Economia e delle Finanze, delle Imprese e del Made in Italy.

Le richieste ai Ministeri

I firmatari chiedono che il confronto urgente si concentri su due interventi:

  • Includere l’isolamento dell’involucro negli interventi finanziabili. Ripristinare nel Piano
    Sociale per il Clima e nei bandi nazionali l’integrazione degli interventi tecnici e la neutralità
    tecnologica, ammettendo tra le spese ammissibili anche la riqualificazione termica dell’involucro
    opaco, compresi cappotti termici e isolamenti in genere, senza esclusioni o penalizzazioni
    preventive delle tecnologie.
  • Introdurre incentivi stabili e pluriennali. Definire con la Legge di Bilancio un quadro stabile e
    graduato di incentivi fiscali e finanziari per la riqualificazione energetica e l’aumento della
    sicurezza degli edifici, assicurando neutralità tecnologica e continuità agli investimenti.

La lettera richiama inoltre i potenziali margini offerti dal quadro europeo per sostenere gli investimenti
nella sicurezza energetica, anche attraverso contributi e prestiti agevolati per ristrutturazioni
energetiche medie o profonde di edifici residenziali, pubblici e delle imprese.

Le ragioni della richiesta

Per i firmatari, ridurre le dispersioni di pareti e coperture è essenziale per diminuire il fabbisogno
energetico degli edifici e progettare correttamente gli impianti. Un approccio integrato deve consentire
di scegliere, caso per caso, la combinazione più efficace di isolamento, impianti, fonti rinnovabili,
regolazione e automazione, valutando i risultati effettivamente ottenuti in termini di riduzione
dell’energia primaria totale.

La preoccupazione riguarda soprattutto gli edifici con le prestazioni peggiori e le famiglie più esposte
alla povertà energetica. Secondo le associazioni, finanziare interventi senza affrontare le dispersioni
può lasciare elevati i fabbisogni e limitare i benefici per gli utenti. Le detrazioni fiscali, inoltre, restano
difficilmente accessibili a chi dispone di minore capacità fiscale e finanziaria.

Nella lettera vengono evidenziate tre principali criticità:

  • Bando POC Energia e CSE 2025. L’esclusione dei cappotti termici dalle forniture incentivabili per
    l’efficientamento degli edifici comunali.
  • Neutralità Tecnologica. Rispettare il principio della neutralità tecnologica (quindi non escludendo
    ne penalizzando pregiudizialmente una specifica tecnologia) consente di avere un approccio
    integrale alla riqualificazione degli edifici consentendo maggiore flessibilità di realizzazione e
    migliore efficacia.
  • Piano Sociale per il Clima. L’esclusione della riqualificazione integrale dell’involucro e dei
    cappotti termici per gli interventi destinati all’edilizia residenziale pubblica e alle microimprese vulnerabili, insieme all’assenza di una misura specifica per le abitazioni private delle famiglie vulnerabili e di strumenti dedicati di garanzia.

Le organizzazioni richiamano il principio della priorità all’efficienza energetica, Energy Efficiency First,
e chiedono politiche capaci di ridurre stabilmente la domanda di energia. Alla dimensione sociale e
ambientale si affianca quella industriale: le limitazioni agli interventi sull’involucro incidono su una
filiera con rilevanti ricadute economiche e occupazionali. Il confronto richiesto mira a rendere il
sostegno pubblico più efficace e a dare continuità alla riqualificazione del patrimonio edilizio.

I firmatari della richiesta

AIPE – Associazione Italiana Polistirolo espanso
ANACI – Associazione Nazionale Amministratori Condominiali ed Immobiliari
ANIT – Associazione Nazionale per l’isolamento termico e acustico
ANPE- Associazione Poliuretano Espanso rigido
ANTA- Associazione Nazionale Termotecnici ed Aerotecnici
ASSOVERNICI- Produttori Italiani Vernici
CORTEXA- Eccellenza nel Sistema a Cappotto
EDERA- Offsite Hub Italia
FEDERCOSTRUZIONI
Gruppo pitture e vernici Federchimica- AVISA
FIVRA- Federazione italiana vetro e roccia associati
ISI-Ingegneria Sismica Italiana
Ordine dei Periti Industriali delle Province di Milano e Lodi
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