BLOCCO DEL TRAFFICO A MILANO, L’EFFETTO PLACEBO PER IL MAL D’INQUINAMENTO

Blocco del traffico a Milano

Con il blocco del traffico a Milano si è aperto un nuovo anno, con la solita vecchia storia, un provvedimento ad effetto che però, dati alla mano, non ha effetti sostanziali sulla riduzione delle polveri sottili

Blocco del traffico a Milano: un nuovo anno, un nuovo inverno, la stessa storia.
Ancora una volta ci troviamo di fronte al dibattito giornate a piedi sì, giornate a piedi no. Nel corso di questi ultimi anni come Rete IRENE abbiamo speso molte parole sull’argomento, ricordando quanto azioni quali il blocco del traffico risultino provvedimenti palliativi al grande problema dell’inquinamento delle nostre città.

Vi è però un’importantissima differenza all’esordio di questo nuovo anno: se infatti la notizia del blocco del traffico a Milano ha scatenato sin da subito il dibattito tra Regione e Comune, dove la prima ha speso parole aspre contro l’iniziativa della giunta comunale definendo la scelta, parole dell’Assessore lombardo all’Ambiente e Clima Raffaele Cattaneo: “Un esempio di demagogia in salsa green che serve a dire 'abbiam fatto qualcosa' pur sapendo che l'effetto di un provvedimento del genere sull'aria sarà sostanzialmente inutile".

È bene sottolineare come il dibattito politico abbia comunque generato una ferma presa di posizione da parte del Sindaco di Milano Giuseppe Sala che, ufficiosamente, ha dichiarato: “Il fatto che le caldaie a gasolio inquinino mi sembra che sia qualcosa di totalmente accertato da tutte le analisi. Ormai siamo arrivati a questo zoccolo duro di circa 1.500 condomini che non la cambiano. Per cui di fatto è necessario intervenire con una regolamentazione”.

Insomma, forse qualcosa si sta iniziando a muovere anche ai cosiddetti piani alti. Se davvero il Sindaco di Milano si impegnerà a intervenire sulle caldaie a gasolio entro il 2023, e se vi fosse giusta attenzione, più in generale, al tema del riscaldamento sarà un grande passo avanti perché, lo ricordiamo, la EEA (Agenzia Europea per l'Ambiente) ha pubblicato un rapporto che conferma come nella UE la produzione di particolato PM10 e PM 2.5 causata dal comparto residenziale nel periodo invernale risulta essere il doppio della media annuale, situazione confermata anche dagli studi ISPRA. Nello stesso segno sono anche le emissioni di CO2 nell’aria, imputabili per lo più al riscaldamento domestico.

Auspichiamo che si faccia qualcosa di veramente utile e significativo nell’ottica di un miglioramento della qualità dell’aria, non solo provvedimenti dimostrativi. Milano potrebbe essere una città modello di questo esempio: non ci resta che attendere il corso degli eventi.

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