Raddoppio cappotto termico a Desio: una seconda vita per l’involucro edilizio

Condominio riqualificato a Desio con intervento di raddoppio del cappotto termico sull’involucro edilizio esistente

Il caso del Condominio XVI Marzo, 3 mostra come la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente possa valorizzare un isolamento già presente, attraverso il raddoppio del cappotto termico presente, migliorando prestazioni, durabilità e comfort abitativo.

Un intervento sull’esistente, con una scelta progettuale mirata

Nel percorso di riqualificazione energetica degli edifici residenziali esistenti, l’involucro rappresenta uno degli ambiti più rilevanti per ridurre le dispersioni termiche e migliorare il comfort degli ambienti interni. Il Condominio XVI Marzo, 3 a Desio (MB) offre un esempio concreto di intervento su un edificio realizzato nei primi anni Novanta, composto da 19 unità abitative e già dotato di un sistema di isolamento termico a cappotto dello spessore di 5 cm.

Dopo oltre trent’anni di esercizio, il rivestimento esterno richiedeva un aggiornamento prestazionale e un risanamento del sistema esistente. La soluzione individuata ha previsto il raddoppio del cappotto termico, evitando la rimozione del pacchetto originario e integrandolo con un nuovo strato isolante in EPS grigio additivato con grafite dello spessore di 10 cm. Lo spessore complessivo dell’isolamento raggiunge così 15 cm sulle superfici interessate, pari a circa 1.300 m² di facciate.

La scelta progettuale consente di intervenire in modo puntuale sull’involucro, contenendo le demolizioni e valorizzando le prestazioni residue del cappotto esistente. In un contesto condominiale, questo approccio assume un significato tecnico e gestionale rilevante: permette di aggiornare l’edificio senza disperdere quanto già realizzato in passato e orienta l’investimento verso una maggiore continuità prestazionale nel tempo.

Raddoppio cappotto termico e correzione dei ponti termici

L’intervento rientra nella categoria della ristrutturazione importante di secondo livello e riguarda la coibentazione delle facciate con EPS con grafite da 10 cm, insieme alla correzione dei ponti termici. La relazione tecnica ex Legge 10, redatta da Diagnosi Condominiale, ha verificato la coerenza dell’intervento con i requisiti applicabili e ha confermato il miglioramento delle prestazioni dell’involucro.

Particolare attenzione è stata dedicata alle verifiche termoigrometriche. Le analisi sui componenti opachi hanno dato esito positivo sia per il rischio di condensa superficiale sia per quello di condensa interstiziale. Anche le verifiche relative ai ponti termici non hanno evidenziato criticità nelle condizioni considerate, con esiti positivi rispetto al rischio di formazione di condensa e muffa.

Questi aspetti sono centrali per la qualità dell’intervento. Un cappotto termico efficace deve garantire continuità dell’isolamento, controllo dei nodi costruttivi e durabilità del sistema. La riqualificazione dell’involucro incide sui consumi energetici, sul comfort delle abitazioni e sulla salubrità degli ambienti, soprattutto quando l’intervento interessa edifici abitati e già dotati di soluzioni isolanti precedenti.

Le prestazioni energetiche post-intervento

I risultati della relazione tecnica mostrano valori positivi per le principali verifiche sull’involucro. Le pareti verso esterno presentano una trasmittanza media pari a 0,252 W/m²K, inferiore al limite di 0,280 W/m²K. Anche i pavimenti verso esterno risultano conformi, con una trasmittanza media di 0,241 W/m²K rispetto a un limite di 0,290 W/m²K.

Il fabbisogno di energia primaria totale post-intervento è pari a 114.430 kWh/anno, con un indice EPgl,tot di 78,07 kWh/m² anno. Il dato comprende 83.143 kWh/anno per il riscaldamento e 31.287 kWh/anno per la produzione di acqua calda sanitaria. La superficie utile dell’edificio considerata nei calcoli è pari a 1.465,70 m².

La lettura dei dati conferma il ruolo dell’involucro nella riduzione delle dispersioni e nella stabilizzazione delle prestazioni energetiche dell’edificio. La coibentazione delle facciate e la correzione dei ponti termici contribuiscono a contenere il fabbisogno per il riscaldamento, migliorando la risposta dell’edificio durante la stagione invernale.

I numeri principali dell’intervento di raddoppio cappotto termico

VoceValore
Unità abitative19
Superficie utile edificio1.465,70 m²
InterventoRaddoppio del cappotto con EPS grigio additivato con grafite da 10 cm
Spessore isolamento complessivo15 cm
Trasmittanza media pareti verso esterno0,252 W/m²K (limite 0,280 W/m²K)
Trasmittanza media pavimenti verso esterno0,241 W/m²K (limite 0,290 W/m²K)
EPgl,tot post intervento78,07 kWh/m² anno
Fabbisogno energia primaria totale post-intervento114.430 kWh/anno
Di cui riscaldamento post-intervento83.143 kWh/anno
Di cui acqua calda sanitaria post-intervento31.287 kWh/anno

Il sistema StoTherm AimS® e il tema della sostenibilità dei materiali

Per l’esecuzione dell’intervento è stato utilizzato il sistema StoTherm AimS® di Sto Italia, applicato dall’impresa TERMOISOVER-IND s.r.l. Società Benefit. La linea AimS® (Aim Sustainability) nasce per integrare prestazioni tecniche e attenzione agli aspetti ambientali all’interno dei sistemi ETICS per l’isolamento termico a cappotto.

La soluzione prevede componenti coordinati tra loro, tra cui pannello isolante, malta di armatura, rivestimenti e finiture. Una quota dei leganti di origine petrolchimica è sostituita, per circa il 30%, da componenti derivanti da sottoprodotti dell’industria del legno, come l’olio di pino. In funzione della configurazione del sistema, la documentazione tecnica indica una riduzione delle emissioni di CO₂ nella fase produttiva fino al 30% rispetto a sistemi comparabili e una formulazione con oltre il 95% di materie prime rinnovabili o ampiamente disponibili.

Accanto agli aspetti ambientali, il sistema offre caratteristiche orientate alla durabilità: resistenza agli urti fino a 15 Joule, comportamento al fuoco classificabile fino ad A2-s1,d0 in specifiche configurazioni e possibilità di integrare finiture con tecnologia Lotus-Effect®, pensate per limitare l’adesione dello sporco e la proliferazione biologica sulle superfici. La corretta posa del sistema ha richiesto anche un aggiornamento specifico da parte dei tecnici coinvolti, a conferma dell’importanza della formazione nella qualità esecutiva degli interventi a cappotto.

Immagine relative alle fasi lavorativi, per gentile concessione di Sto Italia

Una riqualificazione che valorizza il patrimonio edilizio esistente

Il caso del Condominio XVI Marzo, 3 evidenzia un tema sempre più attuale nella riqualificazione energetica degli edifici: intervenire sull’esistente richiede diagnosi, progettazione, controllo dei dettagli e scelta di sistemi coerenti con gli obiettivi prestazionali. Il raddoppio del cappotto termico consente di aggiornare un sistema già presente, migliorando la capacità dell’involucro di contenere le dispersioni e offrendo una risposta concreta alle esigenze di efficienza, comfort e durabilità.

Per Rete Irene, interventi di questo tipo confermano il valore di un approccio integrato alla riqualificazione energetica condominiale. La qualità del risultato dipende dalla collaborazione tra progettisti, imprese qualificate, produttori di sistemi e condominio, lungo un percorso che unisce verifiche tecniche, sostenibilità dei materiali e attenzione alla vita utile dell’edificio.

“Il cantiere di Via XVI Marzo è ormai giunto alla fase finale. Nel progetto abbiamo adottato scelte di materiali volti a garantire rapidità nella fase esecutiva, ottimizzazione dei tempi e un approccio orientato alla sostenibilità.” – Dichiara Vera Striatto – Direzione Ufficio Tecnico Termoisover – “La scelta di una soluzione di incollaggio mediante schiuma si è rivelata ottimale per questo intervento di raddoppio, facilitandone l’esecuzione e riducendo al contempo il consumo idrico. Inoltre, ha consentito di mantenere ordine e pulizia in cantiere, aspetti fondamentali quando si opera in contesti abitati, come nel caso delle riqualificazioni energetiche condominiali.”