LA RESPONSABILITÀ DEL PROFESSIONISTA ASSEVERATORE DOPO IL DECRETO PREZZI

Le responsabilità del professionista

Quanto è difficile il lavoro dell’Asseveratore e quali sono le responsabilità del professionista a seguito della pubblicazione del nuovo Decreto Prezzi? Qual è la situazione generata dai continui provvedimenti normativi sul Superbonus 110?

Blocco ritiro del credito fiscale da parte delle Banche, blocco delibere condominiali, corsa al deposito delle CILAS, ambiguità d’interpretazione e, soprattutto, difficoltà nel rispettare quanto pattuito con il committente con il conseguente rischio di pena.

Da sempre IRENE è a fianco del professionista e del suo lavoro, ritenendo fondamentale condividere le esperienze e dare voce alle sue esigenze, conformemente allo spirito di RETE.

La parola all’ing. Claudio Caramia, contitolare di ArkeinStudio, che ci spiega le responsabilità del professionista nella giungla di provvedimenti normativi.

Ing. Caramia facciamo un punto sulla cessione del credito fiscale?

Con la pubblicazione del decreto DECRETO-LEGGE 27 gennaio 2022 n. 4, che limitava la cessione del credito ad una sola volta, il settore della Riqualificazione energetica si è quasi completamente bloccato. Nonostante la pubblicazione del DECRETO-LEGGE 25 febbraio 2022 , n. 13 che consente “la possibilità di due ulteriori cessioni..”, di fatto molte banche non hanno ancora riaperto il ritiro del credito fiscale afferente a nuovi interventi, lasciando nell’incertezza i condomini e le nuove delibere sospese.

È impossibile guidare un’assemblea condominiale nel prendere una decisione quando bisogna appoggiarsi ad istituti di credito che continuano a rimandare l’apertura di nuovi contratti di cessione.

Ci sono altre possibilità di supporto per voi professionisti?

Ci sono state iniziative che ci hanno fatto ben sperare che poi si sono rivelate solo un’illusione. Tutti noi professionisti abbiamo accolto con grande gioia l’annuncio di settimana scorsa di Fondazione Inarcassa di aver rinnovato la convenzione con la Banca Popolare di Sondrio per l’acquisto dei crediti di imposta legati a Superbonus, Ecobonus, Sismabonus, Bonus facciate e Bonus ristrutturazioni.

La Banca Popolare di Sondrio, dopo solo 5 giorni, ha deciso di interrompere il servizio di acquisto dei crediti d’imposta relativi ai vari bonus edilizi.

A comunicarlo è la Fondazione Inarcassa, che in una nota del 16 marzo annuncia che il plafond disponibile è stato velocemente esaurito.

Ci siamo tutti illusi, soprattutto per la grande visibilità data all’iniziativa, per un plafond che poi è risultato essere molto basso, tanto che l’iniziativa è stata sospesa dopo neanche una settimana.

Nel fare questa convenzione non è stato tenuto conto che i professionisti, per stare dietro all’onda del bonus facciate in chiusura a fine dicembre, hanno dovuto fare lo sconto in fattura. La maggior parte di noi si era organizzata per cedere il credito del bonus Facciate 90% a BancoPosta, vista la rapidità della pratica, senza sospettare che a fine gennaio BancoPosta avrebbe sospeso ogni acquisizione e che alla riapertura non avrebbe più accettato il credito proveniente da imprese e professionisti i.

Quindi tanti di noi hanno nel proprio cassetto fiscale dei crediti d’imposta maturati che sostanzialmente non sanno a chi cedere in quanto alcuni degli istituiti di credito che non hanno sospeso l’acquisizione, interpellati ci hanno detto che non acquisiscono più i crediti di imposta afferenti a fatture del 2021.

Il sistema non funziona e sta bloccando un intero comparto creando dei danni economici significativi: la carenza di liquidità sta bloccando anche i lavori programmati.

Noi come studio abbiamo attualmente un numero alto di interventi deliberati che sono fermi in attesa che le banche sblocchino l’acquisizione dei crediti fiscali.

In questo modo siamo anche scoraggiati dal dare avvio alla fase di progettazione definitiva di commesse già acquisite che non sappiamo se potranno effettivamente arrivare ad inizio lavori, per non parlare della possibilità di aprire ad ulteriori richieste di committenti che vogliono iniziare a parlare di interventi Superbonus 110.

Responsabilità del Professionista sul tema delle Asseverazioni a seguito della pubblicazione del DECRETO “PREZZI 2” del 14 febbraio 2022 pubblicato in GU il 16 marzo scorso?

A prescindere dalla responsabilità del professionista a livello penale, se si lavora con scienza e coscienza, IN CONDIZIONE DI NORMATIVA CERTA, un professionista può permettersi di asseverare i lavori abbastanza tranquillamente. Purtroppo questo non avviene perché quanto descritto nel Decreto NON è di facile lettura e può essere interpretato in vari modi.

Uno dei punti fondamentali è che il nuovo decreto entrerà in vigore a 30 giorni dalla pubblicazione, quindi il 15 Aprile. Questo significa che tutte le pratiche depositate in questi 30 giorni tra la pubblicazione e l’entrata in vigore seguono la vecchia normativa, che conosciamo bene ed è più definita.

In assenza di chiarimenti interpretativi da parte del Ministero, ritengo sia piuttosto difficile asseverare in modo certo la congruità dei prezzi sulla base di due righe che introducono delle esclusioni vaghe.

Mi spiego meglio: mentre è chiaro a tutti cosa voglia dire esattamente “I costi esposti in tabella si considerano al netto di IVA, prestazioni professionali”, non è assolutamente chiaro cosa significhi e quali siano i limiti di  “si considerano al netto di…………opere relative all’installazione e manodopera per la messa in opera dei beni”.  Tutto questo è preoccupante perché non c’è una certezza di cosa sia incluso e cosa non sia incluso.

Faccio un esempio pratico con i costi della sicurezza in genere o anche nel dettaglio con i costi del nolo del ponteggio. Primo dubbio: il montaggio del ponteggio è “un’opera relativa all’installazione” e quindi fuori dal parametro al mq? Se invece non è da considerarsi come sopra rientra nei parametri di un prezzo al mq e dobbiamo scorporare l’incidenza della manodopera nella posa del ponteggio, che tra l’altro è un nolo e non è un bene?

Altro esempio, l’incidenza della correzione dei ponti termici di finestre, ma anche eventualmente di aggetti o simili, vanno ricompresi nella verifica del massimale di costo specifico (come credo) penalizzando di fatto edifici complessi? Questi ed altri dettagli importanti andrebbero chiariti perché la responsabilità del professionista nel fare una asseverazione con incertezze sostanziali lo espone a rischi che poi ci potrebbero portare a commettere gravi errori, con le conseguenze penali del caso.

A partire dall’entrata in vigore del decreto ci troveremo in difficoltà nei riguardi del cliente perché non riusciremo calcolare con precisione un range di spesa.

Faccio un altro esempio pratico: condominio da riqualificare rivestito in klinker, per il quale ormai è assodato, viste le recenti sentenze, che senza i mille millesimi non è possibile cambiare l’estetica del fabbricato; in questi casi l’incidenza dei materiali necessari, tenuto conto che tutti i materiali “ceramici” sono aumentati moltissimo a causa dei costi energetici di produzione, sarà così alta che rimarrà con ogni probabilità un Delta costo importante a carico del condomino che sarà quindi scoraggiato dall’affrontare l’opera di efficientamento energetico.

Diventerà poi un problema serio e di difficile soluzione per l’Asseveratore se poi a seguito delle interpretazioni successive del decreto le posizioni prese dai singoli dovranno cambiare.

Come ci dovremo comportare nelle assemblee condominiali? Quali dati certi potremo fornire ai Condomini? Non potremo certo dire ai proprietari: ”Scusate non ho interpretato bene la normativa e vi ho fornito un costo di intervento sbagliato: adesso dovete spendere € 50.000,00 oppure € 100.000,00 in più”.

Il nostro Studio, date queste condizioni, sta valutando di interrompere tutte le progettazioni in Superbonus la cui realizzazione dovrà sottostare al Decreto 14 febbraio 2022, ovvero tutte le pratiche che riusciranno ad essere depositate in Comune entro il 15 aprile saranno seguite ed asseverate.

Dopo il 15 Aprile con ogni probabilità potremmo decidere di non seguire più neanche gli incarichi già acquisiti a causa delle incertezze e delle mutate condizioni di mercato che non ci consentirebbero di operare con  chiarezza e garanzia nei confronti dei nostri Committenti.

Oltre a tutto quanto sopra, considerate tutte le incertezze finanziarie attuali unite a quelle inerenti l’approvvigionamento di materiali e mezzi, ivi inclusa la carenza dei materiali ed i relativi costi “lievitati”, le tempistiche di realizzazione delle opere si stanno allungando a dismisura e il 31 dicembre 2023 nella programmazione di un cantiere Superbonus è una data che iniziamo a considerare vicina.

La responsabilità del professionista sta anche nel fare proposte precise ai Committenti, cosa che ad oggi riteniamo impossibile, non ci si possa rivolgere ad una assemblea dicendo “Signori tutto ciò che rientrerà in uno stato di avanzamento lavori fino al dicembre 2023 sarà portato in detrazione con il Bonus 110%, da gennaio 2024 è sarà possibile portare in detrazione solo il 70%”; vi immaginate il contenzioso che si generebbe a causa degli extracosti non valutati inizialmente?

Mi auguro che il MiTe, anche se in questo momento ha grattacapi ben più impellenti, emetta rapidamente una nota interpretativa ben formulata in modo da consentire a tutti noi professionisti di proseguire il nostro lavoro con un riferimento normativo chiaro e stabile e quindi con la serenità necessaria per un lavoro di qualità.

Ing. Claudio Caramia

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