MIGLIORAMENTO DI CLASSE ENERGETICA DA F AD A1

MIGLIORAMENTO DI CLASSE ENERGETICA

Un intervento di riqualificazione su un condominio che comporta un eccezionale miglioramento di classe energetica. Abbiamo intervistato l’ing. Alberto Perron Cabus, progettista dell’intervento sul condominio di Via Noè 8 a Torino, una riqualificazione energetica che sta eseguendo Rete Irene e che comporterà un salto di 5 classe (da F ad A1).

L’intervista condotta dall’arch. Jacopo Aste, responsabile per IRENE del commissioning tecnico-fiscale, ha permesso di ripercorrere questa esperienza professionale dell’Arch. Perron Cabus, iniziata nel 2018 con la previsione di un intervento che utilizzasse le detrazioni ecobonus, modificata nel 2020 con ulteriori lavorazioni che permettessero di usufruire dell’incentivo 110%. Un’importante occasione di confronto che ha portato alla luce cosa il progettista avrebbe cambiato nel suo iter, cosa avrebbe rifatto, cosa non è stato possibile fare e che cosa non desidera fare più. 

Grazie ingegnere per la Sua disponibilità e l’occasione di confronto.

Ringrazio a mia volta Rete Irene per l’opportunità che mi ha concesso e l’opportunità di condividere le mie riflessioni.

Per iniziare ci presenti le sue esperienze e la sua preparazione sia in ambito energetico che di recupero del patrimonio edilizio esistente.

Sono Ingegnere Edile Laureato al Politecnico di Torino nel 2000. Dopo un primo periodo lavorativo, in cui mi sono occupato per conto della Regione Piemonte di seguire prima la Valutazione Ambientale Strategica e poi le opere delle Olimpiadi Torino 2006 ed in cui ho avviato la mia attività professionale fondando con il collega Ing. Matteo Guiglia lo STUDIO AITEC INGEGNERI ASSOCIATI, ho deciso di occuparmi di architettura e, in particolare, di recupero del patrimonio esistente: in modo multidisciplinare, affrontando sia le tematiche strutturali che quelle energetiche.

Successivamente a tale scelta, la mia formazione post-universitaria si è concentrata sulla fisica tecnica degli edifici con particolare attenzione all’involucro. In tale ambito sono entrato nel mondo CASACLIMA e PASSIVHAUS conseguendo i titoli di Consulente Energetico CasaClima e Progettista certificato PassivHaus, nonché quello di operatore termografico di II livello. La formazione e l’attività professionale sono poi completate dalla partecipazione come componente in diverse Commissioni Locali del Paesaggio in ambito montano e collinare.

Alla luce del mio percorso formativo e professionale cerco quindi di guardare all’architettura con un occhio al passato ed al rispetto dell’esistente, su cui intervenire con tecniche moderne ma puntando alla conservazione ed al riuso in chiave moderna, rendendo centrale l’efficientamento energetico ed il confort degli utenti. 

In particolare, in questo periodo, è in corso un cantiere IRENE che la vede come progettista e direttore lavori. Ne abbiamo già parlato IN QUESTO ARTICOLO, ma sarebbe molto interessante avere anche un Suo punto di vista sull’operazione e sull’eccezionale risultato di miglioramento di classe energetica.

Il cantiere di Via Noè 8 a Torino riguarda un edificio progettato dall’Architetto Dolza – denominato Casa De Ruschi e realizzato tra il 1963 ed il 1965. Si tratta di un edificio in calcestruzzo armato di 2 piani interrati e 7 piani fuori terra compreso un piano attico arretrato, costruito per una famiglia di commercianti: al piano terra era previsto un negozio, mentre al piano attico un appartamento per il figlio; nei piani intermedi, invece, appartamenti da mettere a reddito.

Immagine estratta dal libro “FRANCESCO DOLZA. L’ARCHITETTO E L’IMPRESA” 
di Luca Gibello e Paolo Mauro Sudano, Celid editore
Immagine estratta dal libro “FRANCESCO DOLZA. L’ARCHITETTO E L’IMPRESA” 
di Luca Gibello e Paolo Mauro Sudano, Celid editore

Il fabbricato presenta una esaltazione dello sviluppo verticale con pilastri a vista, bow window, taglio vetrato della scala impreziosito dal klinker di rivestimento. Si evidenzia poi l’alleggerimento della copertura con struttura metallica e scelta di colori scuri per il sotto cornicione. Altri elementi caratterizzanti sono i balconi a freccia e la scala interna ellittica.

Si trattava quindi di intervenire su questo edificio risolvendo alcune problematiche di degrado, quali il distacco del rivestimento in klinker e l’ammaloramento dei balconi con distacchi dei copriferri, ma anche operando una razionalizzazione impiantistica.

L’attività è iniziata alla fine del 2018, con la redazione delle indagini termografiche e la redazione della diagnosi energetica, a cui è seguita una prima progettazione degli interventi con l’obiettivo di centrare l’efficientamento energetico per l’ottenimento delle detrazioni fiscali dell’ecobonus condominiale dapprima 70%, e poi 75% intervenendo sia sulle porzioni opache dell’involucro (parti comuni) che con alcuni cambi di serramenti (parti private), oltre alla sostituzione del generatore di calore. Il tutto pensato già avendo come obiettivo la cessione del credito fiscale come elemento di facilitazione per l’operazione. 

In questa fase è doveroso sottolineare l’importanza dell’affiancamento di Rete Irene e dell’impresa affidataria Trivella S.r.l con cui si è instaurato un fattivo rapporto di collaborazione in particolare sugli aspetti finanziari e di cessione del credito.

Su questa situazione, di forte motivazione ed amalgama da parte dei proprietari, si è innescata l’opportunità del SUPERBONUS 110: le integrazioni sugli aspetti progettuali hanno riguardato la sostituzione quasi totale dei serramenti ed il trattamento del 100% delle superfici disperdenti opache, ottimizzando materiali e spessori. Dal punto di vista impiantistico si è abbandonata l’idea della semplice sostituzione del generatore di calore passando ad una soluzione che, a seguito della forte riduzione del fabbisogno, permette l’impiego di una pompa di calore ibrida alimentata da un impianto fotovoltaico di circa 20 kWp e relativi accumuli, in previsione dell’utilizzo dell’energia elettrica da parte dei condòmini anche come “comunità energetica”.

L’insieme degli interventi descritti permette di passare dall’attuale classe F (EPgl,nren da APE convenzionale ante interventi: 238 kWh/mq) ad un risultato finale di progetto con classe A1 (EPgl,nren da APE convenzionale simulato post interventi: 57,14 kWh/mq). Il significativo miglioramento di classe energetica comporta il miglioramento del comfort abitativo, oltre all’importante riduzione dei costi di gestione.

Il cantiere è in corso: si sta procedendo in questi giorni con la rimozione del klinker, mentre si approfondiscono i numerosi dettagli architettonici, le correzioni dei ponti termici, nonché la modalità di esecuzione del cambio dei serramenti (da poco è stata realizzata una campionatura in situ). 

Alla luce di questa Sua esperienza maturata, cosa pensa che avrebbe potuto fare “meglio” (cioè più efficace, veloce o focalizzata, ad esempio) in fase di definizione del progetto e, più in generale, dell’operazione?

Sicuramente avrei cercato di realizzare più saggi e più prove distruttive per un migliore accertamento delle stratigrafie e dei ponti termici; in generale avrei voluto dedicare ancora più tempo alla “conoscenza” dell’immobile con approfondimenti mirati alla valutazione e gestione delle interferenze fra le installazioni di proprietà privata (caldaiette esterne, condizionatori, ecc…) nei confronti delle opere condominiali.

Alla luce del superbonus e dei nuovi interventi impiantistici sarebbe stata auspicabile la nomina sin da subito del progettista degli impianti ed una implementazione (comunque già efficace) del coordinamento fra tutti i soggetti del gruppo multidisciplinare che si è occupato della progettazione prima, ed ora della realizzazione.

Non da ultimo avrei anticipato la verifica dello stato legittimo dell’immobile e delle relative implicazioni, anziché condurla in parallelo alla progettazione. Infine avrei anticipato ancora la trattazione degli aspetti estetici e la condivisione con i condòmini dei risultati finali.

In questo contesto si è creato un meccanismo virtuoso di collaborazione fra tutti i soggetti coinvolti: il team dello STUDIO AITEC, che ha sviluppato, oltre all’approfondimento energetico svolto da me, un completo approccio multidisciplinare (Arch. Marie Josee Matte per l’architettura – Ing. Matteo Guiglia per gli aspetti strutturali), l’amministratore di Condominio (Arch. Paola Ferraris) e tutti i condòmini che hanno partecipato in modo fattivo, condividendo le scelte e prendendo atto delle difficoltà o dei disagi in fase di realizzazione.

Che cosa invece avrebbe fatto, o preso in considerazione, che non ha avuto modo di fare?

Sempre rimanendo nell’ambito della conoscenza del fabbricato, avrei fatto eseguire un rilievo con laser scanner e restituzione per una valutazione più approfondita delle zone difficilmente accessibili (bow window, elementi metallici in facciata, ecc…), al fine di una verifica più rapida ed efficace della conformità urbanistica.

Dal punto di vista energetico avrei forse valutato la possibilità di procedere con l’insufflaggio della cassa vuota, sempre rigorosamente accoppiato al cappotto, per migliorare ulteriormente le prestazioni ed eliminare i fenomeni convettivi della cassa vuota stessa.

Infine che cosa non farebbe di nuovo, in un prossimo cantiere, che ha invece fatto?

Considerando che il progetto non era nato per l’applicazione del superbonus è stato necessario adattare tutti gli elaborati, i capitolati, ecc… a quanto previsto per il superbonus con la suddivisione di tutte le lavorazioni per tipologia di incentivo e relative contabilità.

Pertanto, per rimanere sul pratico, in un’ottica di applicazione degli incentivi procederei fin da subito con un’organizzazione del progetto diversa: più mirata ed efficace in risposta a quanto richiesto dalla complessa normativa sia del superbonus che per gli altri incentivi sempre possibili.

Rete IRENE desidera ringraziare l’ing. Alberto Perron Cabus dello Studio Aitec Ingegneri Associati 

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